Art Therapy

"La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge: la vita."

Frida Kahlo

 

Da sempre l’arte è considerata una forma di comunicazione importante, che riesce ad arrivare dove le parole non riescono ad arrivare.

L'arte nutre l'anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito.

Gli ambiti di applicazione dell’arteterapia si suddividono in tre grandi aree: terapia, riabilitazione, educazione.

Educare sta per e-ducere, cioè portar fuori. Nella pratica terapeutica e riabilitativa, portar fuori dal buio verso una maggiore conoscenza e consapevolezza.

Il punto chiave del fare arteterapia è soprattutto l’esprimersi, il creare.

Il processo creativo e l'immaginazione possono essere una via di trasformazione per la persona, tant'è, che l'arte, intesa come terapia, viene utilizzata anche in attività creative nell’ambito dell’assistenza sanitaria, della riabilitazione e dell’educazione speciale.

La creatività stimola alla ricerca di nuove soluzioni e al cambiamento, per cui l’espressione artistica non è una fuga dalla realtà, bensì ne diventa uno strumento di conoscenza fondamentale.

Tutte le arti grafiche, dal disegno alla scrittura; la danza; la musica; il teatro e la cinematografia, rappresentano le forme d’arte principalmente utilizzate in arte terapia.

 

Il Disegno E La Pittura

In arteterapia il disegno assume tre significati: ludico (per creare), narrativo (per raccontare di sé), conoscitivo (per porsi e rispondere a delle domande). Attraverso il disegno e la pittura vengono acquisite o potenziate le capacità di contattare le emozioni e rappresentarle in una dimensione fantastica attraverso la forma e il colore. Inoltre comporta un giovamento anche da un punto di vista strettamente motorio.

Essenzialmente permette di esplicitare i propri conflitti e le proprie ansie che, assumendo concretezza divengono finalmente qualcosa di esterno a sé.

 

Writing Therapy

Narrarsi E Curarsi

L’uso della scrittura in arteterapia porta con sé diverse tecniche da scegliere ed adattare a seconda delle caratteristiche della persona e degli obiettivi terapeutici. In linea generale possiamo distinguere tra una modalità attiva e una  passiva. Nella modalità attiva  la scrittura ha principalmente una funzione espressiva e rappresenta un’importante occasione per entrare in maggior contatto con sé stessi, raggiungere una maggiore autoconsapevolezza e nuovi, e spesso inaspettati, insight. La modalità passiva, invece, fa leva sui meccanismi di proiezione ed identificazione. L’utilizzo della scrittura è particolarmente indicato con persone molto razionali e che di solito hanno difficoltà a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.

 

La Danza

Amo pensare alla danzaterapia come ad un ascolto e un rispondere a qualcosa di originario, antico, che incessantemente ci chiama.

Un percorso che implica esperienza e poi un lasciare andare. È un " tornare a sé ".

La danza ha una funzione comunicativa, catartica e liberatoria. Attraverso la danza, il corpo, nell'estasi viene trasceso e dimenticato, trasformandosi in leggerezza. L'anima trova felicità e gioia divina dall'accresciuto movimento del corpo liberato d'ogni peso. Chi danza acquista un potere magico che elargisce vittoria, salute, vita. Nel manifestarsi della propria individualità, ci si sente in una completa aderenza al proprio io.

 

La Musica

L'uso della musica in terapia rappresenta uno strumento molto potente, soprattutto per la sua valenza evocativa e regressiva. Fare o ascoltare musica, infatti, attiva le zone ipotalamiche del cervello legate ai più antichi meccanismi di sopravvivenza, mentre il ritmo riporta al contatto con il ritmo cardiaco materno in fase intrauterina.

La musica introduce la persona in un’atmosfera psicologica dove la relazione con gli aspetti coscienti di sé si indebolisce permettendo di entrare in contatto con le parti più profonde della psiche. Inoltre, la musica rilassa sia a livello fisico che mentale e migliora tutta una serie di funzioni fisiologiche, come la respirazione, il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

Lo scopo, in generale, è quello di aiutare il soggetto ad esplorare i vissuti emotivi derivati dal contatto con la musica e rielaborare le immagini e i ricordi suscitati.

Oppure, semplicemente, liberarsi, lasciarsi andare.

 

Il Teatro

L’idea degli effetti benefici del teatro e dunque potremmo dire terapeutici, risale fino ad Aristotele e all’antica Grecia. Nel periodo classico la tragedia aveva per effetto la catarsi (dal greco kátharsis, purificazione). L’azione tragica proponeva una vicenda verosimile ad una condizione del vivere comune. Il susseguirsi di queste azioni era mirato alla risoluzione delle vicende messe in scena, e portava l’animo dello spettatore prima a indagare nel proprio io alla ricerca delle colpe, poi a liberarsi da questa condizione emotiva di disagio attraverso il fenomeno della catarsi.

Gli effetti benefici di cui parlava Aristotele, la catarsi che derivava dall’assistere ad una tragedia, erano di tipo passivo, mentre in arteterapia le tecniche teatrali vengono utilizzate in maniera attiva.

Drammatizzare, e cioè tradurre in azione, permette infatti un accesso più diretto ai contenuti interni del soggetto, che potrà rivivere eventi del passato, elaborare e risolvere i conflitti riattualizzandoli, esplorare i propri “fantasmi” rendendoli concreti ed esterni a sé e quindi più accessibili e più facilmente modificabili o, ancora, sperimentarsi in situazioni nuove accrescendo così le proprie competenze e la conoscenza di sé. L'uso delle maschere, che solitamente vengono fatte costruire e dipingere dagli stessi soggetti, l’interpretazione di monologhi, sono tra quelli più proposti.

 

La Cinematografia

La visione di un film modifica lo stato di coscienza di una persona: lo spettatore viene proiettato in una dimensione spazio-temporale in cui esiste solo la storia rappresentata sullo schermo, che annulla, almeno temporaneamente, la realtà circostante. Sia nei sogni che al cinema le immagini presentano un carattere di realtà pur non inserendosi nella realtà, rispondono ai bisogni immaginari e alle pulsioni più intime permettendone la soddisfazione allucinatoria.

La seduta cinematografica presenta tutta una serie di caratteristiche che favoriscono un coinvolgimento così forte, come l’oscurità, il volume alto, la posizione rilassata, la passività.

I meccanismi psicologici coinvolti sono principalmente quelli di identificazione, per cui una carenza o un bisogno interno vengono mitigati attraverso l’identificazione, appunto, delle emozioni e dei vissuti dei personaggi del film.

 

Il Mandala

Il mandala è un archetipo molto importante. È l’archetipo dell’ordine interiore[…]

Esprime il fatto che esiste un centro e una periferia, e cerca di abbracciare il tutto.

È il simbolo della totalità. […]

Il mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine.[..]

Si potrebbe ben dire che è l’archetipo più importante.

Carl Gustav Jung

 

Il mandala è un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l’universo.

Dai monaci tibetani viene disegnato come mezzo di meditazione, per rilassarsi e calmare la mente. Già lo psicoanalista Carl Jung nei primi anni del XX secolo aveva notato che colorare il mandala aveva dei benefici visibili sul piano psichico, perché aveva la capacità di calmare la mente delle persone. Ai giorni nostri è consigliato soprattutto ai bambini con problemi di autismo e di disturbi dell'attenzione.

 

Art Therapy Coloring books: Il colore che crea benessere

Già il fatto di concedersi del tempo per colorare è un'auto terapia di grande effetto. Quando si colora, il cervello entra in uno stato simile a quando si medita, quindi è in grado di far emergere pensieri nascosti, aumentare la consapevolezza e di riportare alla mente conoscenze che avevamo interiorizzato e dimenticato.

La mente diventa più acuta, più lucida ed è in grado di portare ordine nel nostro disordine interiore, facendo una cernita fra ciò che è utile e ciò che invece rende pesante l'animo. Poco a poco lo stress si riduce, la mente smette di correre di qua e di là in preda a pensieri e preoccupazioni e lascia il posto alla calma interiore. Anche la concentrazione aumenta, così come aumenta la creatività. I sensi diventano più vigili e in grado di cogliere anche quelle sfumature che non siamo in grado di percepire quando siamo assorti o preoccupati.

 

Mix-Arte

"Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no."      

 Zygmunt Bauman

Meraviglioso è utilizzare l'arte in sinergia. Ad esempio, si può invitare i soggetti a fare un disegno lasciandosi ispirare dalla musica o chiedere di rappresentare a livello teatrale, o con la danza, un certo brano poetico.

Utilizzare insieme diversi registri sensoriali e comunicativi, o passare dall’uno all’altro, può essere molto utile per affrontare gli stessi temi da una prospettiva diversa, più colorata.

Dalla mix-arte è nata, appunto, la mia Laughter & Relax Dance.