Il sorriso come il pianto, indica emozioni forti, sono forse le espressioni più belle e intense del volto umano, senza le quali molte cose non riusciremmo ad esprimerle e capirle.

 «Ridere è contagioso! Noi dobbiamo curare la persona, oltre alla malattia».

(Patch Adams)

 

La Clown-terapia è una “Terapia medica alternativa” .

La Clownterapia è una Terapia Alternativa che si dedica alla realizzazione del buonumore e del pensiero positivo.

Molte ricerche hanno dimostrato che stati negativi dell'organismo umano come stress, rabbia, tristezza, paura, dolore, conducono, se persistono per un lungo periodo, all'insorgenza di malattie.

Il buonumore, il pensiero positivo, il sorriso possono incidere in modo inequivocabile sul percorso della malattia e del disagio in maniera positiva, cambiando, talvolta, anche il decorso della malattia.

La Clownterapia, utilizzando le tecniche del circo e dei teatri di strada, alleggerisce il ricovero del paziente e facilita le cure ospedaliere.

Si adatta a contesti disagiati sociali e/o fisici non solo come ospedali, ma anche case di riposo, centri di accoglienza, centri diurni, case famiglia.

Il sorriso produce una serie di effetti positivi sull’intero organismo:

  • Rilassamento del corpo;
  • Riduzione dello stress e dell’ansia;
  • Rafforzamento del sistema immunitario;
  • Azione sul sistema respiratorio;
  • Riduzione della percezione del dolore;
  • Miglioramento della circolazione del sangue e della pressione arteriosa;
  • Riduzione della percezione del dolore.

Attraverso il gioco, tante risate e buonumore, l'intervento del clown-dottore spalanca le porte di un magico mondo dentro il quale il bambino, ma anche il paziente adulto, crea un distacco dal proprio corpo e dalla malattia, aiutandolo a reagire contro la sofferenza.

Ecco perché la figura dei clown negli ospedali è diventata così indispensabile.

 

La Nascita della Clownterapia

Alla fine del settecento nasce il circo, come esposizione di meraviglie e mostruosità. Nel circo, il senso della morte era sempre presente, ma sublimato. Le acrobazie spericolate degli acrobati si misuravano costantemente con i pericoli. Per tale motivo era necessario trovare un contraltare comico fondamentale, per esorcizzare la tensione. Nasce così, dalla scia del circo, la figura del clown e la sua motivazione: procurare il riso in un luogo in cui la tensione emotiva è al limite. Il luogo per eccellenza in cui si è costantemente a contatto con la morte, con la paura e tensione è senza ombra di dubbio l’ospedale. Ecco, allora,  l’entrata dei clown nelle corsie degli ospedali, con il loro naso rosso e le loro buffe risate.

La Clownterapia è un fenomeno che compare per la prima volta nel 1986 a New York con The Clown Care Unit, costituita da clown del Big Apple Circus.

Questi portarono regolarmente nei reparti pediatrici degli ospedali newyorkesi clown provenienti dal mondo del circo.

I clown in corsia sparsi in tutti i reparti di Pediatria, e non solo, hanno un solo fine: quello di “prendersi cura della parte sana dei bambini”, mentre i dottori si occupano della parte malata.

Il clown ha la possibilità di trasformare la vita dell’ospedale in una commedia teatrale nella quale ogni bambino è il protagonista. Può decidere in che posto vorrà andare; che sia una foresta magica, un combattimento tra supereroi, in un castello incantato o un viaggio sulla luna.

 

“Quando si cura la malattia si può vincere o perdere, quando si cura la persona si vince sempre!”

(Patch Adams)

 

La nascita della Clownterapia si deve anche e soprattutto  al Dottor  Hunter “Patch” Adams, celebre in tutto il mondo per il film “Patch Adams”, interpretato da Robin William nel 1998 e liberamente tratto dall'autobiografia del dottor Adams.

Portando allegria e serenità ai bambini ricoverati negli ospedali, fu lui a fare dell’amore e del sorriso strumenti indispensabili alla medicina.

Secondo “Patch”, la buona salute è una questione di risate.

Tutto il corpo che ride si distende. Ridere incoraggia la creatività e rende più belli. Ne sono più che convinti anche i clown-dottori che, con la loro sensibilità e il loro coraggio, affrontano la triste realtà degli ospedali e le sue tragiche storie, portando un sorriso dove un sorriso più non c’è.

Il clown va oltre le parole, oltre gli schemi e riesce a comunicare, tramite il suo sorriso e il suo corpo, quello che mille parole non direbbero mai. Labbra sorridenti, occhi luminosi e un corpo goffo funzionano sempre, comunque e dovunque. A differenza dei medici, i clown pongono il loro rapporto su un piano di parità e danno la possibilità al bambino di sdrammatizzare subito la figura del medico.

 

Il kit del Clown-dottore :

  • Dona amore gratuitamente.
  • Sà mettersi in gioco e rendere ironici i suoi difetti.
  • Manda via la noia con la gioia.
  • È empatico e presente.
  • È creativo.
  • È curioso.
  • È ottimista.
  • È buffo e colorato.

 

 

Il Clown-dottore

“È molto più facile far guarire un bambino felice”

La visione di questa figura professionale, con il suo immancabile naso rosso, all'interno degli ospedali è oggi ben conosciuta ed apprezzata.

Girano nei reparti muniti di fantasiose valigette, portando i nomi più bizzarri, come: Dottoressa Nanà, Dottor Formaggino, Dottor Porchetta, Dottoressa Iridella e tanti altri. E così la fantasia, unita all'arte e alla tecnica, può essere semplicemente sorprendente!

L'arte di un Dottore Clown, però, non si limita solo a un uso divertente della terapia.

A volte anche una semplice conversazione, in cui clown e paziente si rivelano l'uno all'altro, può condurre verso la nascita di un rapporto autentico, basato sulla fiducia e sulla stima reciproca. Sfogarsi con una figura pronta all'ascolto attivo e sincero può risultare molto efficace.

 

Io sono il clown:

Sono il Clown che vuol strapparti un sorriso,

Sono il Clown che vuol cambiare il tuo viso.

Recito la parte divertito

Nascosto dal trucco appesantito.

Scalfisco il tempo,

Coloro il copione, sotto

Il rosso il mio buonumore!

Gli applausi mentre presento il mio show.

Affianco al dolore vi porto il mio amore .

Ve la presento, oh cari “amici”!

A voi la valigia di balocchi assortiti.

E non vi inganno,

Miei spettatori,

Insieme a voi ho le mie ore

Migliori.

Poi cala il sipario,

Il dovere è compiuto.

Nelle  buffe risate

Vi lascio un saluto.

Ritorno  allo specchio,

Alla mia sola vita.

Ci vediamo domani,

Non è ancora finita….

(Nadia Nardi)

NAYA

 

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Si entra per curiosità e poi diventa  una via da percorrere, un sogno da raggiungere.