Io Educatrice

"Viviamo tutti sul palcoscenico del mondo, ma spesso non siamo altro che spettatori di un’esistenza che dovrebbe renderci protagonisti di un meraviglioso film: quello della nostra vita."

Nell'ideale delle persone, l’educazione è vista come un sapere formale da insegnare a qualcuno. Eppure, uno dei compiti più importanti dell’educazione è valorizzare la potenzialità dell’altro. Il fine dell’educazione è proprio quello di stimolare ed aiutare l’uomo ad esprimere le proprie risorse per potersi realizzare come persona. L’Educatore assume un ruolo incoraggiante e di "facilitatore", applicando, attraverso la relazione, un metodo di lavoro affinché il destino dell’altro si compia con consapevolezza e responsabilità.

Cogito ergo sum, "Penso dunque sono", è l'espressione con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l'uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante.

Chiunque di noi, ad un certo punto della propria vita, desidera conoscersi meglio. Un proverbio italiano dice: “Conoscere se stesso è la prima delle scienze”. Incontrare se stessi è più importante dell’incontro con gli altri. Per vivere una vita migliore, in tutti i suoi aspetti, nella società, nella famiglia, negli ambienti in cui viviamo, nelle cose in cui crediamo, è preferibile conoscersi bene, conoscere bene se stessi. Guarire si può. Si guarisce  dai dolori del fisico, e si guarisce dai dolori della mente, del cuore e dell’anima.

L'Educatore può fungere da specchio all'utente che non riesce a vedere la soluzione ai suoi problemi, fisici e mentali. Può aiutarlo a trovare un nuovo volto, un volto di sé più sicuro, più fiero, che lo condurrà alla voglia e al desiderio di specchiarsi, o meglio ri-specchiarsi ancora.